L’Italia: ovvero il ramo su cui è appoggiata la Germania

L’Italia: ovvero il ramo su cui è appoggiata la Germania

Nell’ imminente scenario che si prospetta ai nostri occhi, l’ accettazione del MES. Sembra proprio che la Germania abbia deciso di porre fine all’ Europa, che tanti benefici gli ha regalato.
E’ proprio vero, chi ha il pane non ha i denti (però usa la mascherina) e chi ha i denti non ha il pane (e può anche non usare la mascherina, gli basta il mes).

La Francia è d’ accordo come sempre.
Durante la seconda guerra mondiale, i francesi erano molto ammirati dalla forza teutonica, come anche gli italiani e solo con l’ aiuto dell’ America che riuscirono a liberarsi.

Ecco un’ altro imprenditore-inventore che la Germania ha bloccato e l’ Italia non ha difeso (anche la FIAT è scappata dall’ Italia, per chi non lo avesse ancora capito, siamo in guerra. Certo non una guerra classica, ma finanziaria.

(notate il lapsus al minuto 5:01 sulla grande casa automobilistica italiana che poi invece era tedesca,
.. che lo ha inchiodato con un contratto, in modo definitivo,
infatti non se ne è più saputo nulla.
Tutti conosciamo il diesel gate del 2017)

Ho chiesto, recentemente con un messaggio ad Hydromoving,
“che fine avete fatto”.

E mi ha risposto:
“Quando si mettono in mezzo i poteri forti”.

… non se ne sa più nulla, ho pensato.

L’ interferometro

Archimede aveva capito, quando inventò la leva, che con un punto di appoggio (un punto di osservazione) avrebbe potuto sollevare il mondo.
Per misurare il movimento terrestre , secondo me, dovremmo avere un punto di vista esterno al sistema solare, poichè noi siamo vittime dell’ effetto solare.

In fondo l’ interferometro riproduce in se un piccolo sistema solare visto da fuori.

Al centro c’è uno specchio che lascia parzialmente passare e parzialmente riflettere la luce. Questo specchio io lo paragono al sole.

Poi i due specchietti laterali possono essere paragonati ai pianeti pianeti.
Il punto da cui proviene la sorgente luminosa, può essere paragonato ad un punto esterno al sistema solare ( l’ ignoto, il vuoto, l’etere eccetera, eccetera).
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Girando l’ interferometro, tutti questi 4 oggetti rimangono fermi tra loro:

lo specchio centrale, semiriflettente, il sole, al centro dell’ apparecchio è fermo rispetto agli specchi laterali, i pianeti.
La fonte luminosa da cui parte il segnale
Il punto che rileva l’ interferenza, il misuratore, il punto finale.

L’ esperimento doveva dimostrare che il vento d’ etere che si pensava permeasse tutto era in grado di interferire con la fonte luminosa.
Però il risultato fu che i due raggi di luce non creavano alcuna interferenza.

Quindi l’ etere non interferisce o interferisce sempre allo stesso modo, con le velocità della luce riflessi questo non vuol dire che non esiste.

I due scienziati conclusero che l’ etere non esisteva.

Il punto di vista di Einstein

L’ esperimento dell’ interferometro ha mostrato che il moto relativo può essere annullato se usiamo un unico mezzo di riferimento, la luce (c)?
Quello che dico è tutto conseguente a questa domanda.

Riflessione

la mano

Una mano aperta di fronte allo specchio
Voi vedete il palmo della mano e noi vediamo il dorso di questa stessa mano.
Siamo in una riflessione, percepiamo in modo riflesso.
Si dice che riflettiamo, quando vogliamo capire cosa stiamo facendo.
Una mano è fatta dall’ unità di infiniti punti di vista.

Realtà ed immaginazione

Se guardiamo un oggetto da un punto di vista alto possiamo dire che il suo punto di vista, da cui guardiamo lo stesso oggetto, ma riflesso sarà il basso; se c’è un avanti il suo punto di vista riflesso sarà il dietro.
Il punto di vista della nostra mano sinistra ha il suo punto di vista riflesso nella mano destra, eccetera, eccetera.

La realtà è il punto di vista, da cui guardiamo le cose, ed il suo punto di vista riflesso sarà l’immaginazione e viceversa.

il Tutto

Realtà ed immaginazione sono due facce della stessa medaglia, il tutto.
Il tutto è l’ insieme di punti di vista che si riflettono nel loro punto di vista uguale e contrario.

Figli di filosofi

A me piace molto fare filosofia, mi è sempre piaciuta fin dai tempi del liceo.
Ma credo che questi non sono tempi per i filosofi, ne per i figli dei filosofi.
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Un alito di Pentecoste

(nota per chi leggerà, trasmettere qualcosa a qualcuno è il fine di questo scritto)

Oggi è venerdì 5 giugno

Ho sentito l’ alito fresco della Pentecoste e non lo avrei neanche notato, poichè sottile e leggero, se non avessi pensato che era da disprezzare.
Un po come, se qualcuno, che non conosci, ti alitasse addosso ma il suo alito fosse fresco.

Poi mi sono chiesto se poteva essere autosuggestione.
Questa esperienza è avvalorata da me?

E’ ovvio!
Tutte le cose , esperite, sperimentate da un soggetto, sono avvalorate da lui. Quando non riusciamo a trasmettere la nostra esperienza ad un’ altro, noi la definiamo autosuggestione in tono dispregiativo. Quindi il mio disprezzo veniva da lì.

Lo so, posso sembrare blasfemo.
Occuparmi di cose Sacre (tenute lontane da a-i più, alla maggioranza)
nel tono dei molti.
A che scopo? Se è così da secoli. (che i molti non debbono sapere)
Ma questo punto di vista vorrebbe dire che conosco la causa di quel disprezzo e che credo non esista nulla di Sacro.

Non posso accettare questo, poichè quello che ho percepito lo ho percepito.
Non è qualcosa che ho percepito poichè ci credo o mi sono auto imposto.
E’ qualcosa che succede.

Forse sono malato?

L’ alito fresco di Pentecoste che ancora percepisco, se ci penso.
Che Meraviglia!

L’ Eterno Femminile

Il femminile negato.
E’ strano come la fonte di tutta la creatività, il femminile, debba divenire invisibile; coperto sotto un chador nell’ islam o peggio, nascosta sotto la nudità della donna oggetto.
Una società, dove tutto è apparenza, la fonte della creatività non può apparire. Sembra come se la Nemesi si abbattesse sulla nostra società .

Una precisazione mi sembra doverosa,che sarà anche una scusa, essere invisibili è quasi una salvata in questa società.

Il concetto di fondo è quello di un femminile negato, nella nostra società più che in quelle orientali. Questo ruolo creativo è del tutto ignorato, anche dalle donne, purtroppo. In una società dove apparire vuol dire omologarsi e non creare, non poteva che essere così.

Non so proprio che tipo di cura si possa fare o avere in una società così.
La nostra società la vediamo tutti. E’ evidente che qualcosa non funziona.
La qualità di vita è sempre più scadente, mentre noi diamo per scontato che tutto andrà bene senza fare nulla.
Un insulto alla società in vece del potere.

Già Confucio aveva scritto che la qualità di vita di un popolo si può conoscere guardando a come tratta le donne ed i bambini e quale musica ascolta.

Il corona virus paragonato all’ aids

Il corona virus paragonato all’ aids

Ieri sera guardavo la trasmissione un giorno in pretura, un caso di un untore;
malato di aids era andato a letto con più di una decina di donne.

La giornalista commentava che l’ aids non è il corona virus, forse peggio?

Però, non era esplicita, lasciava cadere la cosa, in modo spaventato.
Io ho interpretato che si riferisse al tipo di contagio che il corona virus genera, un contagio senza contatto fisico.

Il punto triste è che anche il figlio di un di queste donne aveva contratto l’aids, questo era documentato sempre dalla trasmissione. Il bambino di cinque anni aveva grossi problemi a livello motorio ed era invalido al 100%.

Anche se nessun caso del genere, casi di bambini rimasti invalidi, è stato dimostrato con il corona virus.
E’ chiaro che il corona virus è un virus nuovo poco conosciuto; La giornalista sembrava dare un avvertimento e senza entrare nel merito scientifico, con tono preoccupato ammonire il pubblico da comportamenti non corretti.

All’ imputato alla fine viene riconosciuta una pena di 22 anni di carcere, l’ accusa aveva chiesto l’ ergastolo.

Dentro di me ho pensato ma ad un untore di corna virus,
quanti anni gli debbono dare?

E’ evidente che mi suggestionavano i modi in cui la redazione della trasmissione vuole trasmettere i fatti attuali. Vuole fare delle correlazione, che magari esistono, ma attualmente sconosciute, almeno a me.

Sarebbe bene che i giornalisti esplicitassero il loro pensiero in modo scientifico e chiaro, almeno in questi casi.

Chiedo tanto?

O i soldi che pago ogni mese per il canone TV, non valgono tanto?

Non sono soddisfatto della TV.
Dovrei smettere di guardare
e solo pagare.
..

Il confine tra la politica e l’ economia

Il confine tra la politica e l’ economia lo creiamo noi.

Per esempio se diamo un giudizio di merito a qualcosa,
allora stiamo facendo politica e non economia.

Se invece diamo un impulso creativo, allora facciamo economia.

Possiamo sempre scegliere se dare un giudizio di merito o un impulso creativo.

Sembrano due cose scollegate, ma solo apparentemente.

Per esempio paragoniamo lo stato al padre di famiglia. Diciamo che, quando un padre da un giudizio di merito ad un suo figlio fa una scelta politica e quando da un impulso creativo al figlio, un incoraggiamento, fa economia.

Adesso la differenza tra le due cose, il giudizio di merito e l’impulso creativo, non sembra più molto netta, anzi le due cose sembrano ovviamente collegate.

In realtà non c’è nessun collegamento automatico tra le due cose anche se dovrebbe esserci, ovviamente. Ma il collegamento è all’ arbitrio del padre.

Nel senso che se il mio giudizio, di merito, è positivo debbo dare anche un impulso creativo; Altrimenti qualcosa non è chiaro.
Così come la politica e l’ economia.

Ma il punto è, la politica e l’ economia sono collegate, ma sono collegate solo nel verso del’ economia?

Voglio dire che la politica dispone dell’ economia, come il padre di famiglia. (Nell’ esempio che ho fatto prima. Il padre, che da un giudizio di merito, positivo, al figlio fa politica. Quindi poi , ne consegue un impulso creativo, un incoraggiamento, anche materiale, economia).

Secondo lo schema che ho fatto ci si muove dalla politica (giudizio) all’impulso creativo (economia).
Il verso , dalla politica all’ economia.

Allora la domanda è si può andare anche nel verso opposto e cioè dall’ economia alla politica?

Ed immagino che la risposta sia si. Come fanno tutti i padri di famiglia che mantengono i loro figli, prima che questi diventino bravi, buoni o disadattati.

Questa è una cosa ovvia che però è bene ricordarsi quando vediamo i politici in azione. Non voglio dire che dobbiamo giudicarli, politicamente, ma solo logicamente. Ci dobbiamo muovere usando un metodo per capire qual’ è il verso.
Verso l’ economia dalla politica o viceversa.

Orario o antiorario.

Liberamente ispirato al mito della caverna di Platone

Liberamente ispirato al mito della caverna di Platone

PREMESSA

Il TUTTO non può competere con le ombre , come dice Shri Krishna nella Bagavad Gita, le ombre lavorano su dei ritmi diversi non organici.

Le ombre non sono generate da Lui (il TUTTO, Dio); bensì dalla condizione di necessità, come avevano ben capito i filosofi presocratici ed anche Marx (il mondo).

La condizione mondana è colei che genera le ombre, volevo dire che il mito della caverna indica proprio questa separazione tra la caverna (il mondo) e ciò che è fuori (aldilà).

Mi sembra di capire che reciproco indica una divisione, una separazione vera e propria, un allontanamento. Ma anche che si ha bisogno, sul piano della comunicazione ed in generale, di un aiuto reciproco, del reciproco.

POSTULATO

Per ogni conoscenza relativa è necessaria una condizione relativa reciproca di ciò che conosciamo.

DIMOSTRAZIONE

Se vogliamo conoscere il sole, la percezione , dell’ ombra, è il modo necessario che abbiamo abbiamo di conoscerlo.

Ma non possiamo dire di conoscere veramente il sole.
Possiamo però dire di conoscere il sole, relativo alla sua condizione reciproca, la nostra ombra.
L’ ombra diventa così la condizione necessaria per definire, un aiuto reciproco, per conoscere il sole.

Siamo in una riflessione.

Queste sono regole per l’ uomo che vive nella caverna, a cui non è data altra conoscenza.

La conoscenza assoluta, quella del pieno sole, è solo quella che dice il Maestro Socrate:
“So di non sapere”. E cioè l’ esperienza di ogni cosa, prima di tutto, per sapere, il resto è solo immaginazione.

Ogni tipo di conoscenza relativa è relativa ad una condizione reciproca della cosa che vogliamo conoscere.

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Un unico sentimento un unico popolo

Per tutti quelli che chiedono più Europa

In Italia, almeno secondo il mio sentimento, si voleva andare in Europa per sentirsi europei, far parte di un unico popolo
(il sogno europeo).

Avendo fatta l’ Italia ma non gli italiani.
L’ aspirazione di molti italiani,almeno la mia, appartenere ad un popolo, identificarsi con qualcosa, meno che a con quello italiano.

Ma evidentemente chi ci comanda è lo stesso, sia in Italia che in Europa, e non è riuscito ne a fare gli italiani ne gli europei.

Adesso penso che se qualcosa questa Europa ha fatto, ci ha fatto prendere coscienza di questa situazione,di questo sentimento.

Del fatto che senza un sentimento comune Europa è nuda, così come Italia e così come tutte le nazioni saranno.

Una moneta unica non serve per vestire una Nazione senza un bravo sarto.

Gli italiani sono artisti

Gli italiani sono artisti

Gli italiani sono un popolo di artisti. Riflettevo su questa cosa ieri sera, vedendo la trasmissione di Vito Monaco, dove intervenivano degli agricoltori.
Ti rendi conto che questa povera gente, che però non è povera economicamente, ma ha piuttosto la povertà intellettuale. Per quanto arguta ed avvolte geniale è però facilmente sopraffatta dal potere, da chi sa come affermarsi. Però da secoli abituata allo scontro ed alla colonizzazione, gli italiani hanno da sempre la capacità di resistere: le famose scarpe grosse e cervello fino.

Riflettevo anche sulla fragilità delle cose dell’ arte rispetto a quelle del potere.
Come cioè sia facile modificare un opera d’ arte sempre e comunque.
E quanto invece il potere non lo sia, ma va estirpato in toto.

Penso all’ opera di Michelangelo, per esempio al suo Giudizio Universale.
A come la censura della chiesa si sia sovrapposta al politicamente scorretto dell’ artista, coprendo le nudità delle figure, che da secoli si ammirano, coperte, e non secondo la versione originale dell’ artista.

(Noi ci preoccupiamo di un artista e di quello che fa ma non evidentemente del potere, poiché l’ artista ci mette la faccia il potere no).

Da questa cosa deriva la “povera” condizione delle genti italiane, che è in più aggravata dallo spirito del commerciante che rende l’ italiano malinconico a casa sua (per sua natura).
E’ difficile trarre delle conclusioni; dove la politica si è appiattita a valore economico (libero mercato).
Senza nessuna capacità discriminatoria se sia distruttivo, questo sistema di valori economici,(un po come le braghe del Giudizio Universale) oppure no.

Cosa che in Germania invece non è applicata in modo così automatico come in Italia.

E questo ci mostra, che il tedesco, non soffre dello spirito del commerciante dell’ italiano. Ed anche li sicuramente esiste la corruzione ma non la svendita autorizzata e sottaciuta della nazione da parte della burocrazia italiana
(burocrazia).

Apro una parentesi per dire che ho conosciuto molte persone che da commercianti, cioè stanchi di una vita di duro lavoro in balia degli eventi; hanno pagato per cercare il posto fisso. Magari in qualche ministero ed arricchire le file dei burocrati, anche se oggi vedo una tendenza a tornare alla campagna.

Credo che un artista è più simile ad un contadino
ed un commerciante ad un burocrate.