Il consenso

C’è sempre una distanza tra il consenso e l’immaginazione.

Per esempio quello che noi immaginiamo essere la realtà delle cose ed a cui diamo dei nomi che la identificano. Molto spesso corrisponde alla narrazione comune, poichè non è stata soggetta ad una rielaborazione; ma accettata passivamente.

Per esempio ci dicono che lo stato funziona come una famiglia. Se un padre investe su di un figlio è perchè lo considera meritevole.

Ma se riflettiamo, lo stato si comporta più che altro come una madre estremamente ricca e generosa, da tutto ai suoi figli.

Sicuramente una madre non si aspetta neanche un grazie di ritorno ma non è certo così sprovveduta da pensare che tutto è dovuto ai suoi figli.

E questo è il problema del politico intelligente, il consenso.

In un paese democratico, il consenso, è la cosa più importante, poichè nelle dittature viene estorto a forza o per lavaggio del cervello. Nelle dittature, dove altri usano, sfruttano , il nostro cervello, noi ci sentiamo bene senza capire. Mentre nelle democrazie, noi, arranchiamo nel tentativo di sfruttare il nostro cervello, senza intermediari.

La democrazia comincia quando tutte le persone sono libere di usare la propria testa e di dimostrarlo, metterlo in pratica.

Dire quello che si pensa è molto difficile, ma purtroppo quella è democrazia. Il resto è tutta immaginazione.

C’è una cosa che è peggio dell’ essere sfruttato ed è non esserlo.

Ma come si fa a fidarsi delle banche!?

Ma come si fa a fidarsi delle banche!?

Secondo queste due semplici regole, della contabilità a partita doppia di Luca Pacioli,un frate matematico del 500 amico di Leonardo da Vinci.

Che recitano così:

Tu non puoi dare(attivo) senza avere e non puoi avere(passivo) senza dare.

Ragionamento logico …

ma voi sapete come fa la contabilità la banca?

Esempio se io vado in banca a chiedere un mutuo;

Se la banca mette a bilancio i soldi che le chiedo nel suo passivo (e cioè invece di metterli nel dare li mette nell’ avere),

… infrange la prima regola.

Che recita: ” non puoi dare senza avere”.

E quindi quei soldi che mi da la banca, debbono stare nel dare della banca(attivo) e non nell’ avere (passivo).Poichè tu non puoi, per la seconda regola, avere senza dare (passivo).

Insomma non ci può essere un attivo senza un passivo, e poi tutto così va a zero. In realtà quando andiamo in banca siamo noi che portiamo i soldi e loro i nostri debitori.

Non ci arrivate? E’ solo la paura dei ladri che ci rubano i soldi in casa, che fa si che usiamo le banche. Ma questo nel rinascimento non era la regola, la regola della paura.

Nel Rinascimento c’ era il sentimento di fiducia verso chi non aveva da parte di chi aveva.

Oggi no, solo paura.

Quando si va in banca bisognerebbe chiedere come fanno la contabilità, ammesso che lo sappiano, ma non lo credo.

La differenza tra esterno ed interno

Io penso che la vita sia come una bottiglia chiusa e piena di liquido.

Se prendi in mano questa bottiglia e cerchi di toccare il suo interno ti sembrerà solida ed un po scivolosa.

Ma se levi il tappo e giri la bottiglia allora vedrai che è liquida ed inafferrabile.

Domenica mentre sentivo Padre Pio che recitava il

Padre Nostro ed altre preghiere.

Ho sentito

Una leggera brezza,

un leggero venticello

alitare,

posarsi dolcemente sul palmo della mia mano destra.

Abuso di potere

L’impero romano è crollato poiché era troppo grande. Si era arrivati ad un punto che per mantenerlo ci volevano troppi sesterzi. Nonostante l’ impero crescesse sempre più, e di conseguenza anche le sue ricchezze, crescevano anche le spese di mantenimento, di gestione.

A quei tempi non esisteva la spesa a debito, il deficit di bilancio nei pagamenti. Ogni soldato, doveva essere mantenuto e pagato con moneta forgiata nel bronzo, argento, oro e quando non era più in grado di combattere, gli veniva regalata della terra dove ritirasi.

Immaginate un impero così grande di quanti soldati doveva disporre.
Semplicemente è entrato in recessione, deflazione, mancanza di mezzi di spesa.

Oggi quel problema non esiste più, poiché il denaro dal 1971 non ha più bisogno di un contro valore in oro. Il denaro è carta, quando non è elettronico, oggi.

Ed allora perché non si può fare deficit?
Oggi non si può fare una spesa a debito, per esempio per ricostruire i paesi terremotati, le strade di Roma, i ponti crollati.
Poiché i soldi ce li da l Europa, noi non abbiamo più la capacità di spesa indipendente.
Abbiamo rinunciato ad essere uno stato sovrano.

In fondo l l’impero romano è crollato per abuso di potere, poichè non era nel suo potere allargarsi oltre la sua capacità di spesa. Tutto quello che prendeva o anche veniva prodotto dai paesi sotto la sua giurisdizione, non bastava più a mantenerlo; oggi anche l’ Europa compie un abuso di potere, anche oggi siamo in deflazione, mancanza di denaro.
Oggi però , la cosa è creata ad arte, è necessario per esercitare il potere, da parte della Germania.

L’Italia: ovvero il ramo su cui è appoggiata la Germania

L’Italia: ovvero il ramo su cui è appoggiata la Germania

Nell’ imminente scenario che si prospetta ai nostri occhi, l’ accettazione del MES. Sembra proprio che la Germania abbia deciso di porre fine all’ Europa, che tanti benefici gli ha regalato.
E’ proprio vero, chi ha il pane non ha i denti (però usa la mascherina) e chi ha i denti non ha il pane (e può anche non usare la mascherina, gli basta il mes).

La Francia è d’ accordo come sempre.
Durante la seconda guerra mondiale, i francesi erano molto ammirati dalla forza teutonica, come anche gli italiani e solo con l’ aiuto dell’ America che riuscirono a liberarsi.

Ecco un’ altro imprenditore-inventore che la Germania ha bloccato e l’ Italia non ha difeso (anche la FIAT è scappata dall’ Italia, per chi non lo avesse ancora capito, siamo in guerra. Certo non una guerra classica, ma finanziaria.

(notate il lapsus al minuto 5:01 sulla grande casa automobilistica italiana che poi invece era tedesca,
.. che lo ha inchiodato con un contratto, in modo definitivo,
infatti non se ne è più saputo nulla.
Tutti conosciamo il diesel gate del 2017)

Ho chiesto, recentemente con un messaggio ad Hydromoving,
“che fine avete fatto”.

E mi ha risposto:
“Quando si mettono in mezzo i poteri forti”.

… non se ne sa più nulla, ho pensato.

L’ interferometro

Archimede aveva capito, quando inventò la leva, che con un punto di appoggio (un punto di osservazione) avrebbe potuto sollevare il mondo.
Per misurare il movimento terrestre , secondo me, dovremmo avere un punto di vista esterno al sistema solare, poichè noi siamo vittime dell’ effetto solare.

In fondo l’ interferometro riproduce in se un piccolo sistema solare visto da fuori.

Al centro c’è uno specchio che lascia parzialmente passare e parzialmente riflettere la luce. Questo specchio io lo paragono al sole.

Poi i due specchietti laterali possono essere paragonati ai pianeti pianeti.
Il punto da cui proviene la sorgente luminosa, può essere paragonato ad un punto esterno al sistema solare ( l’ ignoto, il vuoto, l’etere eccetera, eccetera).
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Girando l’ interferometro, tutti questi 4 oggetti rimangono fermi tra loro:

lo specchio centrale, semiriflettente, il sole, al centro dell’ apparecchio è fermo rispetto agli specchi laterali, i pianeti.
La fonte luminosa da cui parte il segnale
Il punto che rileva l’ interferenza, il misuratore, il punto finale.

L’ esperimento doveva dimostrare che il vento d’ etere che si pensava permeasse tutto era in grado di interferire con la fonte luminosa.
Però il risultato fu che i due raggi di luce non creavano alcuna interferenza.

Quindi l’ etere non interferisce o interferisce sempre allo stesso modo, con le velocità della luce riflessi questo non vuol dire che non esiste.

I due scienziati conclusero che l’ etere non esisteva.

Quello che dico è tutto conseguente al punto di vista di Einstein, questo:

L’ esperimento dell’ interferometro ha mostrato che il moto relativo può essere annullato se usiamo un unico mezzo di riferimento, la luce (c).

Riflessione

la mano

Una mano aperta di fronte allo specchio
Voi vedete il palmo della mano e noi vediamo il dorso di questa stessa mano.
Siamo in una riflessione, percepiamo in modo riflesso.
Si dice che riflettiamo, quando vogliamo capire cosa stiamo facendo.
Una mano è fatta dall’ unità di infiniti punti di vista.

Realtà ed immaginazione

Se guardiamo un oggetto da un punto di vista alto possiamo dire che il suo punto di vista, da cui guardiamo lo stesso oggetto, ma riflesso sarà il basso; se c’è un avanti il suo punto di vista riflesso sarà il dietro.
Il punto di vista della nostra mano sinistra ha il suo punto di vista riflesso nella mano destra, eccetera, eccetera.

La realtà è il punto di vista, da cui guardiamo le cose, ed il suo punto di vista riflesso sarà l’immaginazione e viceversa.

il Tutto

Realtà ed immaginazione sono due facce della stessa medaglia, il tutto.
Il tutto è l’ insieme di punti di vista che si riflettono nel loro punto di vista uguale e contrario.

Figli di filosofi

A me piace molto fare filosofia, mi è sempre piaciuta fin dai tempi del liceo.
Ma credo che questi non sono tempi per i filosofi, ne per i figli dei filosofi.
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Un alito di Pentecoste

(nota per chi leggerà, trasmettere qualcosa a qualcuno è il fine di questo scritto)

Oggi è venerdì 5 giugno

Ho sentito l’ alito fresco della Pentecoste e non lo avrei neanche notato, poichè sottile e leggero, se non avessi pensato che era da disprezzare.
Un po come, se qualcuno, che non conosci, ti alitasse addosso ma il suo alito fosse fresco.

Poi mi sono chiesto se poteva essere autosuggestione.
Questa esperienza è avvalorata da me?

E’ ovvio!
Tutte le cose , esperite, sperimentate da un soggetto, sono avvalorate da lui. Quando non riusciamo a trasmettere la nostra esperienza ad un’ altro, noi la definiamo autosuggestione in tono dispregiativo. Quindi il mio disprezzo veniva da lì.

Lo so, posso sembrare blasfemo.
Occuparmi di cose Sacre (tenute lontane da a-i più, alla maggioranza)
nel tono dei molti.
A che scopo? Se è così da secoli. (che i molti non debbono sapere)
Ma questo punto di vista vorrebbe dire che conosco la causa di quel disprezzo e che credo non esista nulla di Sacro.

Non posso accettare questo, poichè quello che ho percepito lo ho percepito.
Non è qualcosa che ho percepito poichè ci credo o mi sono auto imposto.
E’ qualcosa che succede.

Forse sono malato?

L’ alito fresco di Pentecoste che ancora percepisco, se ci penso.
Che Meraviglia!

L’ Eterno Femminile

Il femminile negato.
E’ strano come la fonte di tutta la creatività, il femminile, debba divenire invisibile; coperto sotto un chador nell’ islam o peggio, nascosta sotto la nudità della donna oggetto.
Una società, dove tutto è apparenza, la fonte della creatività non può apparire. Sembra come se la Nemesi si abbattesse sulla nostra società .

Una precisazione mi sembra doverosa,che sarà anche una scusa, essere invisibili è quasi una salvata in questa società.

Il concetto di fondo è quello di un femminile negato, nella nostra società più che in quelle orientali. Questo ruolo creativo è del tutto ignorato, anche dalle donne, purtroppo. In una società dove apparire vuol dire omologarsi e non creare, non poteva che essere così.

Non so proprio che tipo di cura si possa fare o avere in una società così.
La nostra società la vediamo tutti. E’ evidente che qualcosa non funziona.
La qualità di vita è sempre più scadente, mentre noi diamo per scontato che tutto andrà bene senza fare nulla.
Un insulto alla società in vece del potere.

Già Confucio aveva scritto che la qualità di vita di un popolo si può conoscere guardando a come tratta le donne ed i bambini e quale musica ascolta.

Il corona virus paragonato all’ aids

Il corona virus paragonato all’ aids

Ieri sera guardavo la trasmissione un giorno in pretura, un caso di un untore;
malato di aids era andato a letto con più di una decina di donne.

La giornalista commentava che l’ aids non è il corona virus, forse peggio?

Però, non era esplicita, lasciava cadere la cosa, in modo spaventato.
Io ho interpretato che si riferisse al tipo di contagio che il corona virus genera, un contagio senza contatto fisico.

Il punto triste è che anche il figlio di un di queste donne aveva contratto l’aids, questo era documentato sempre dalla trasmissione. Il bambino di cinque anni aveva grossi problemi a livello motorio ed era invalido al 100%.

Anche se nessun caso del genere, casi di bambini rimasti invalidi, è stato dimostrato con il corona virus.
E’ chiaro che il corona virus è un virus nuovo poco conosciuto; La giornalista sembrava dare un avvertimento e senza entrare nel merito scientifico, con tono preoccupato ammonire il pubblico da comportamenti non corretti.

All’ imputato alla fine viene riconosciuta una pena di 22 anni di carcere, l’ accusa aveva chiesto l’ ergastolo.

Dentro di me ho pensato ma ad un untore di corna virus,
quanti anni gli debbono dare?

E’ evidente che mi suggestionavano i modi in cui la redazione della trasmissione vuole trasmettere i fatti attuali. Vuole fare delle correlazione, che magari esistono, ma attualmente sconosciute, almeno a me.

Sarebbe bene che i giornalisti esplicitassero il loro pensiero in modo scientifico e chiaro, almeno in questi casi.

Chiedo tanto?

O i soldi che pago ogni mese per il canone TV, non valgono tanto?

Non sono soddisfatto della TV.
Dovrei smettere di guardare
e solo pagare.
..